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Articoli per la parola chiave ‘russamento semplice’

Russamento senza apnee

17 giugno 2012 @ 22:46

D: ho problemi di forte russamento senza apnee. Ho provato anche una piccola chirurgia ma non ho risolto il problema. Cosa dovrei fare?

R: E’ probabile che la soluzione migliore per il suo caso (cosiddetto “russamento semplice“) siano proprio gli apparecchi dentali di cui questo sito si occupa in modo particolare.

Se desidera informazioni maggiori, per esempio su un dentista nella sua zona esperto in questo campo, può scrivermi direttamente alla mail dottorsacchi@gmail.com

Cordiali saluti

Franco Sacchi

Russamento disturbante

31 gennaio 2011 @ 00:24

Domanda : salve vorrei ricevere una risposta in merito ad un problema che mi affligge da un paio d anni : di notte appena mi addormento comincio a russare in modo esagerato , tanto da disturbare la mia famiglia e mi vergogno. premetto che ogni tanto ho un po di epistassi ma non molto ; sono stata operata alle adenoidi da bambina e non ho mai avuto problemi . Sono un pò in sovrappeso con problemi di varici alle gambe . Resto in attesa grazie.                   nini 5o

Risposta: Si tratta di un problema molto frequente : col passare degli anni c’è un rilassamento muscolare diffuso, che interessa anche i muscoli che tengono aperte le vie respiratorie superiori. Questo, insieme all’aumento di peso, rende più difficile il flusso dell’aria e quindi provoca il russamento e/o le apnee del sonno. Il suo problema probabilmente non è legato nè alle adenoidi nè alle epistassi.  Può aver informazioni più complete nel sito, ai link che le ho indicato.  Può trovare anche qualche indicazione sulla possibile terapia alla pagina sui risultati nella cura del russamento.

Se lo desidera possiamo dare un inquadramento più preciso del suo problema tramite un questionario specifico. Può richiederlo direttamente sul sito andando al link questionario.

Saluti                       Franco Sacchi

Russamento e ipertensione arteriosa

21 gennaio 2011 @ 18:55

Domanda: Mi chiedevo se fosse vero che, chi ha problemi di russamento durante la notte ha una tendenza all’ipertensione appena sveglio.   grazie  Angela

Risposta: Si, la sua preoccupazione è giustificata. La presenza di russamento abituale, soprattutto se intenso,  anche in assenza di una vera sindrome delle apnee del sonno aumenta la probabilità di ipertensione arteriosa, innanzitutto notturna ma in seguito anche diurna.

Può approfondire l’argomento nelle pagine del sito dedicate al russamento “semplice”, alle conseguenze dell’ipossia e ai risultati della terapia, e, se lo desidera, negli articoli scientifici citati in queste pagine.

Saluti

Franco Sacchi

Russare ha due tipi di implicazioni:

  • Quelle per la salute di chi russa. Per questo aspetto vi rimandiamo alle pagine di questo sito (russamento, russamento “semplice”) e ad alcuni articoli che abbiamo pubblicato (Sullivan, Russare causa l’aumento del peso corporeo)
  • Quelle per chi dorme con il russatore. Da questo punto di vista, le valutazioni sono soprattutto di due tipi: il giudizio del partner (meglio definito dal test VSS) e il modo in cui il russatore vive il suo disturbo.


La SCALA DI THORNTON DEL RUSSAMENTO (TSS, Thornton Snoring Scale) affronta soprattutto questo secondo aspetto, del quale dà una misura quantitativa.

Le 5 domande della scala sono tutte centrate sul punto di vista del russatore nelle sue relazioni con le altre persone. Il giudizio che ne risulta definisce appunto questo punto di vista, ed è interessante sia nella valutazione iniziale (prima della cura),  sia nella valutazione dei risultati del trattamento.

Naturalmente i risultati spesso coincidono con quelli del VSS (giudizio del partner), ma a volte sono molto diversi…

Vi proponiamo la scala di Thornton del russamento nelle pagine del sito dedicate ai test che potete fare online. Compilatela e avrete una risposta automatica su come vivete il fatto di russare.

Costi delle cure

28 settembre 2010 @ 23:08

SCHEMA DEI COSTI DELLE CURE PER RUSSAMENTO E APNEA DEL SONNO

(Clicca sulle singole voci per spiegazioni dettagliate)

PRIMA VISITA                                                                                        60€

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Consiste in un esame dettagliato di bocca, denti, articolazioni della mandibola e occlusione dentale.

Insieme alla valutazione dei questionari, compilati dal paziente e dalla persona che dorme con lui, i dati ricavati dalla visita consentiranno una prima valutazione sulla possibilità di risolvere i suoi problemi di russamento o apnea mediante un apparecchio dentale.

Se il primo giudizio stabilirà che è possibile inserire un apparecchio dentale, le sarà probabilmente prescritto un esame di monitoraggio notturno a domicilio.

MONITORAGGIO DEL SONNO A DOMICILIO                                      60€

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Le verrà consegnato un apparecchio per la registrazione notturna dei seguenti segnali: flusso respiratorio, russamento, frequenza cardiaca, saturazione di ossigeno del sangue, posizione del corpo e sforzo respiratorio. Le verrà spiegato come usare l’apparecchio durante la notte, a casa sua.

VISITE SUCCESSIVE E APPARECCHIO DENTALE                      Da 350€ a 1500€

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Dopo il monitoraggio notturno saranno necessari altri appuntamenti, di solito due, per completare l’esame clinico, registrare le impronte, e quindi costruire e adattare l’apparecchio più adatto al suo caso.

Nella maggior parte dei casi la regolazione dell’avanzamento della mandibola va eseguita in modo graduale fino ad ottenere il risultato desiderato. Questo rende necessarie altre visite (di solito due o tre ) ed a volte la ripetizione dell’esame del sonno. Quest’ultimo fa parte del processo di regolazione dell’apparecchio, e non comporta costi aggiuntivi.

Il costo complessivo di tutta la procedura è di 1500€,  e comprende tutte le visite necessarie a regolare l’apparecchio al meglio.

In alcuni casi può essere utile utilizzare per un breve periodo (una o due settimane) un apparecchio pre-formato e adattato alla bocca in una sola seduta, allo scopo di verificare il risultato dell’avanzamento mandibolare. Il costo di questa procedura è di 200€, che comprendono l’apparecchio e la successiva verifica dei risultati, anche con monitoraggio strumentale se necessario.

Più spesso, potrà essere utilizzato un apparecchio provvisorio di avanzamento mandibolare (EMA “90 days appliance”) costruito su misura sulle impronte del paziente; in questo caso il costo complessivo è di 350€, compreso l’eventuale monitoraggio di verifica dei risultati.

Dopo l’uso di questi apparecchi provvisori, se il risultato sarà positivo, bisognerà costruire un secondo apparecchio definitivo, il cui costo è di 1500€ come descritto sopra.

Nel caso del dispositivo che agisce sulla lingua (AVEO TSD) il costo è di 230€, compresa la valutazione strumentale, se necessaria, della efficacia del dispositivo.

NB: Gli apparecchi definitivi sono coperti da garanzia per un anno (due per Somnodent e Narval CC) dalla costruzione.

VISITE DI CONTROLLO PERIODICHE                         60€ visita + 60€ per eventuale monitoraggio

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Una volta regolato l’apparecchio è opportuno eseguire un controllo, che va ripetuto ogni 6 mesi nei primi 2 anni di cura (quindi a 6, 12, 18 e 24 mesi dall’inizio cura) e poi ogni anno.

Questi controlli sono molto importanti per assicurare:

• controllo dei risultati ottenuti con l’apparecchio nel corso del tempo

• eventuale modifica alla regolazione dell’avanzamento della mandibola

• controllo sulla comparsa di eventuali effetti collaterali e rapido intervento per minimizzarne le conseguenze

Indicazioni

11 maggio 2010 @ 23:50

Riassumiamo di seguito le indicazioni per la terapia con apparecchi dentali suggerite dalla Accademia Americana di Medicina del sonno (AASM). L’articolo che le riassume è di Kushida et al (2006)

1. Pazienti con russamento semplice o apnea ostruttiva lieve che non rispondono o non sono candidati appropriati alle misure di comportamento come perdita di peso o cambiamento della posizione nel sonno.

2. Pazienti con apnea ostruttiva moderata o grave che siano intolleranti o rifiutino il trattamento con la CPAP, e pazienti che rifiutino interventi chirurgici come tonsillectomia con adenoidectomia oppure interventi di chirurgia maxillo-facciale.

3. Nei casi di apnea ostruttiva grave si deve inizialmente tentare di risolvere il problema con la CPAP, che al momento è considerata la misura più efficace. In caso di fallimento si passerà ad altra terapia.

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Se consideriamo che i casi di russamento “semplice” (cioè in assenza di apnee) e di apnea ostruttiva lieve, cioè con valori di AHI inferiori a 15, costituiscono la grande maggioranza dei disturbi respiratori del sonno, si può concludere che la terapia con gli apparecchi dentali è di fatto indicata dalla AASM come rimedio primario per un grande numero di persone.
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Il ruolo degli apparecchi dentali nella terapia della OSAS è stato considerato con una certa perplessità fino a pochi anni fa. Le cause di questo sono state soprattutto:

  • Documentazione modesta, fino ai primi anni ’90,  sulla efficacia di questo trattamento
  • Preoccupazioni sugli effetti collaterali: si temeva che una posizione molto avanzata della mandibola creasse, a lungo termine, problemi articolari e occlusali importanti

Le cose sono cambiate:

  • L’efficacia del trattamento è stata largamente documentata in molti studi di livello anche elevato (livello 1-2 EBM, v Ferguson)
  • Sono stati molto studiati anche gli effetti collaterali a lungo termine, che si sono rivelati rari e molto più modesti di quanto si temesse. Si vedano le revisioni di Hoekema (2004), Ferguson (2006) e Hoffstein (2007)

Riportiamo di seguito le conclusioni di due pneumologi molto noti sul ruolo della medicina odontoiatrica del sonno

  1. Nel 2009 ad Osaka si è tenuto il congresso di fondazione della Asian Society of dental Sleep Medicine. La relazione introduttiva al congresso è stata tenuta da Colin Sullivan, il medico australiano che nel 1980 ha inventato la CPAP. Il titolo della relazione era “The emerging role of dental sleep medicine in sleep disordered breathing“. Nella relazione si sottolinea che i dentisti hanno attualmente 4 ruoli importanti rispetto alla sindrome delle apnee del sonno:
  • Nella diagnosi , sia nei bambini che negli adulti
  • Nella prevenzione (trattamenti ortodontici nell’infanzia)
  • Nella terapia, con gli apparecchi di avanzamento della mandibola
  • Nella terapia, con la preparazione ortodontica alla chirurgia maxillo-facciale

2.  Lo pneumologo canadese Victor Hoffstein ha pubblicato nel 2007 una ampia revisione della letteratura sugli apparecchi dentali. Conclude il suo lavoro notando che gli apparecchi dentali sono attualmente sotto-utilizzati a causa di:

  • Numero insufficiente di dentisti qualificati
  • Difficoltà nelle procedure di rimborso assicurativo

Riportiamo anche il link ad una brochure dedicata ai pazienti dello American College of Chest Physicians, che raccomanda l’uso degli apparecchi dentali nella terapia della apnea del sonno.

Risultati sulla sonnolenza

10 maggio 2010 @ 22:57

Come abbiamo visto la sonnolenza diurna è uno dei sintomi più importanti della sindrome delle Apnee del Sonno (OSAS), ma può essere causata anche dal russamento “semplice” o dalla forma intermedia nota come UARS.  E’ una delle conseguenze più rilevanti dei disturbi respiratori del sonno per il rischio aumentato di incidenti stradali e sul lavoro. Di conseguenza è fondamentale valutare gli effetti sulla sonnolenza delle terapie effettuate.

Le revisioni della letteratura sugli apparecchi dentali mettono in evidenza risultati soddisfacenti, di solito sovrapponibili a quelli ottenuti con la CPAP, per tutte le valutazioni sulla sonnolenza e in generale per i test neuro-cognitivi (Hoekema 2004, Ferguson 2006).  La maggior parte delle valutazioni sono state effettuate utilizzando la scala di Epworth o altri test soggettivi, cioè basati sulle valutazioni del paziente o del partner. Va detto che nei casi in cui è stata eseguita una valutazione obiettiva con misurazioni effettuate dai medici, come il test MSLT, i risultati sono stati simili: in generale la scala di Epworth viene considerata un indice fedele della situazione.

Hoffstein ha esaminato, sullo specifico tema della sonnolenza, un gruppo di articoli che valutano 854 casi. il punteggio della scaladi Epworth si è ridotto da una media di 11,2 (prima) a 7,8 (dopo la cura con apparecchi dentali).

Fra i lavori originali sul tema, lo studio di Smith e Battagel (2004) è  interessante perchè dimostra una diminuzione della sonnolenza in un gruppo di “russatori semplici”, cioè in assenza di OSAS, trattati con un apparecchio dentale.

Negli ultimi anni alcuni studi hanno valutato la sonnolenza, oltre che con criteri soggettivi, anche con tests obiettivi. Ad esempio in una ricerca olandese (Hoekema et al. 2007) un gruppo di soggetti con OSAS grave (AHI medio di 50) è stato sottoposto ad un test di simulazione di guida dell’auto su tracciato noioso; le performances erano nettamente peggiori di quelle di soggetti senza OSAS; dopo terapia con apparecchi dentali il livello di attenzione era normalizzato, e il risultato era identico a quello ottenuto con la CPAP.  Buoni risultati sono stati conseguiti nel 2009 dal gruppo di Gagnadoux. Qui la vigilanza diurna è stata misurata con il test OSLER, un sistema di valutazione obiettiva che misura le latenze del sonno e il numero di errori compiuti, e con diversi altri test; anche in questo studio i risultati ottenuti con gli apparecchi dentali  sono stati praticamente identici a quelli ottenuti dalla CPAP.

Apparecchi dentali

7 maggio 2010 @ 23:18

Nelle foto che seguono potete vedere alcuni fra i più diffusi apparecchi dentali di “ultima generazione” (si veda il capitolo “breve storia degli apparecchi dentali“).  Tutti questi apparecchi hanno in comune il fatto di ricoprire entrambe le arcate  dentarie e di avere un meccanismo di accoppiamento che impedisce alla mandibola di andare indietro (vedi “meccanismo di azione“). Vanno indossati durante la notte e tolti di giorno.

Il meccanismo è regolabile dal dentista o dal paziente a seconda delle necessità (vedi “meccanismo di azione“).

Gli apparecchi derivano da quelli ortodontici (cioè quelli che usiamo per correggere le malocclusioni dei bambini) e sono in generale meno ingombranti e più confortevoli di questi.

Nelle pagine correlate (1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10) sono descritte in dettaglio tutte le caratteristiche, le indicazioni e i risultati di questi apparecchi.

NARVAL CC

QUESTO APPARECCHIO RICOPRE SOLO I DENTI POSTERIORI, MENTRE LA BARRA SOTTILE IN RESINA CHE PASSA DAVANTI AI DENTI ANTERIORI NON LI TOCCA. L’AVANZAMENTO DELLA MANDIBOLA PUO’ ESSERE REGOLATO DAL PAZIENTE SOSTITUENDO LE BARRETTE LATERALI IN PLASTICA CON ALTRE PIU’ CORTE (PER AVANZARE LA MANDIBOLA) O PIU’ LUNGHE (PER ARRETRARLA).

E’ LA VERSIONE PIU’ MODERNA E TECNOLOGICA, REALIZZATA CON METODICA CAD-CAM,  DEL PRECEDENTE ORM:  RISPETTO AL MODELLO PRECEDENTE NON E’ TRASPARENTE, MA E’ PIU’ ELASTICO E QUINDI PIU’ ROBUSTO E RESISTENTE AGLI EVENTUALI MOVIMENTI DI DIGRIGNAMENTO DEI DENTI. Un video pubblicitario (in lingua inglese) illustra le caratteristiche di questo apparecchio.

ORM CadCam

TAP

IN QUESTO APPARECCHIO LE DUE ARCATE SONO UNITE DA UN GANCETTO, LA CUI POSIZIONE PUO’ ESSERE REGOLATA DAL PAZIENTE CON UNA VITE SINGOLA ANTERIORE. E’ L’APPARECCHIO SUL QUALE CI SONO I DATI MIGLIORI NEL TRATTAMENTO DI FORME GRAVI DI SINDROME DELLE APNEE OSTRUTTIVE DEL SONNO (OSAS).

SOMNODENT

IN QUESTO APPARECCHIO L’AVANZAMENTO DELLA MANDIBOLA E’ RESO POSSIBILE DALLO SCIVOLAMENTO IN AVANTI DELLE PINNE INSERITE NELLA ARCATA INFERIORE, AL MOMENTO DELLA CHIUSURA DELLA BOCCA.

IL PAZIENTE PUO’ MODIFICARE LA REGOLAZIONE  AVVITANDO O SVITANDO LE DUE PICCOLE VITI MONTATE AI LATI DELLA ARCATA SUPERIORE. E’ L’UNICO APPARECCHIO DI AVANZAMENTO UTILIZZABILE ANCHE IN PAZIENTI PRIVI DI DENTI NELLA ARCATA SUPERIORE.

Somnodent

 

 

SILENSOR

E’ UN APPARECCHIO SEMPLICE, E HA LA PREROGATIVA DI PORTARE AVANTI LA MANDIBOLA TANTO PIU’, QUANTO PIU’ SI APRE LA BOCCA. HA UN IMPIEGO SPECIFICO NEI CASI IN CUI IL SOGGETTO TENDE A RUSSARE PREVALENTEMENTE A BOCCA APERTA. IL NUOVO MODELLO, PRESENTATO NELLA FOTO QUI SOTTO, HA UN SISTEMA DI ACCOPPIAMENTO (BIELLETTE) PIU’ ROBUSTO DEL PRECEDENTE

EMA

E’ UN DISPOSITIVO BASATO SUL PRINCIPIO DELLA RITENZIONE ELASTICA DELLA MANDIBOLA: L’ACCOPPIAMENTO FRA LE DUE ARCATE E’ REALIZZATO DA DUE ELASTICI OBLIQUI, COLLOCATI FRA LA ZONA DEI SECONDI MOLARI INFERIORI E LA ZONA CANINA SUPERIORE. PIU’ GLI ELASTICI SONO CORTI PIU’ LA MANDIBOLA AVANZA. LA TITOLAZIONE DELL’APPARECCHIO, CIOE’ L’AVANZAMENTO PROGRESSIVO NEL CORSO DELLA TERAPIA, E’ REALIZZATO USANDO ELASTICI VIA VIA PIU’ CORTI E/O PIU’ RIGIDI.

QUESTO APPARECCHIO ESISTE ANCHE IN UNA VERSIONE PROVVISORIA A COSTO CONTENUTO (“90 DAYS APPLIANCE”), REALIZZABILE IN STUDIO. PUO’ ESSERE UTILE IN CASI IN CUI CI SONO DUBBI (DEL PAZIENTE O DELL’ODONTOIATRA) SULLA EFFICACIA DELLA TERAPIA CON APPARECCHI ORALI, PER LIMITARE IL RISCHIO ECONOMICO.

PUO’ ESSERE ANCHE USATO SE SONO IN CORSO TERAPIE DENTALI IMPORTANTI, CHE RICHIEDANO LA SOSTITUZIONE DELL’APPARECCHIO DOPO QUALCHE MESE.

AVEO TSD

QUESTO APPARECCHIO SI BASA SU UN PRINCIPIO COMPLETAMENTE DIVERSO DA TUTTI GLI ALTRI DESCRITTI: INVECE DI PORTARE AVANTI LA MANDIBOLA, AGISCE TRATTENENDO IN AVANTI LA LINGUA.

E’ INDICATO SE MANCANO MOLTI O TUTTI I DENTI (PROTESI COMPLETE), OPPURE I DENTI NON SONO ABBASTANZA AFFIDABILI COME RITENZIONE PER UN APPARECCHIO DI AVANZAMENTO MANDIBOLARE, PER ESEMPIO IN CASO DI PARODONTITE GRAVE CON MOBILITA’ DENTALE.

QUESTO DISPOSITIVO NON RICHIEDE LA PRESA DI IMPRONTE E NON E’ FATTO SU MISURA PER IL PAZIENTE, E PER QUESTO HA UN COSTO MOLTO CONTENUTO.